Starbucks sfida il caffè italiano

Il negozio di Milano è stato aperto da Starbucks insieme al gruppo italiano Percassi, già attivo nel mercato della ristorazione. Lo spazio si sviluppa su 2.300 metri quadrati che da stanno da oggi saranno ufficialmente aperti al pubblico, nel grane palazzo di Cordusio, in precedenza sede degli uffici postali.

Il colosso del caffè americano, con oltre 25 mila negozi nel mondo, ha scelto Milano per il debutto italiano, che il fondatore e presidente emerito della società, Howard Schultz, aspettava da anni. Si tratta di un sogno nel quale abbiamo messo cuore e spirito. "Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell'osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello sviluppo economico - ha sottolineato Dona - in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima".

Il fulcro dell'esperienza in AR è una rappresentazione visiva che parte dal pavimento e si estende fino alla soffitta, passando per le pareti: in questo modo gli utenti potranno conoscere la storia di Sturbucks e del suo caffè, oltre che dell'intero processo che lo porta direttamente nelle tazze.

E ora, nella sfida anche culturale tra Starbucks e caffè italiano, vedremo chi la spunterà. Una Reserve Roastery, ovvero una caffetteria con torrefazione da 2300 mq totali, nell'ex Palazzo delle Poste di piazza Cordusio, che porterà alla creazione di 300 nuovi posti di lavoro. Entro fine anno, Starbucks potrebbe aprire altri 3 locali, sempre a Milano. Lo ha spiegato Martin Brok, presidente Emea di Starbucks, nel corso della presentazione alla stampa del nuovo mega store milanese, il primo in Italia della multinazionale del caffè di Seattle. In tutto quindi, a fine anno, ci saranno in città 5 locali a marchio Starbucks.

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