Brexit, vertice straordinario il 17 e il 18 novembre

Fondi Ue da Commissione ok a raccolta firme per stop frodi

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La proposta del premier britannico non è piaciuta neanche a Emmanuel Macron che l'ha definita "non accettabile", ma non trova i favori nemmeno dei Brexiters che accusano Dowing Street di voler mantenere con Bruxelles quello che loro giudicano un "legame troppo stretto".

Assisteremo ad ulteriori sviluppi nei prossimi vertici sulla Brexit del 17 e 18 Novembre.

L'Europa ha bocciato le proposte che il primo ministro britannico Theresa May ha presentato a Salisburgo, nella giornata di ieri, in occasione di un vertice speciale tra tutti i capi di Stato dell'Unione incentrato sulla Brexit. La scadenza per trovare un accordo sul confine irlandese è per ottobre, ma May ha già fatto intendere di non ritenere possibile che si arrivi a un compromesso in così poco tempo.

"Fermarsi sulle contribuzioni volontarie non è un obiettivo a cui miriamo - ha continuato Conte - Se arriveremo a questo al termine del confronto lo valuteremo, ma il contributo finanziario immiserisce la prospettiva a cui stiamo lavorando". Barnier è d'accordo con Macron, ed è pronto a creare un regime economico ad hoc per fare restare la Nord Irlanda nel mercato unico europeo. Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Il premier della Repubblica Ceca Andrej Babis ha assecondato la richiesta e ha spiegato alla radio Today di essere "molto deluso dell'uscita del Regno Unito e favorevole a una seconda consultazione".

Il piano che la Gran Bretagna, attraverso la propria premier Theresa May, ha previsto per la Brexit è il cosiddetto piano Chequers, destinato a regolare gli accordi commerciali post-uscita.

È stata una due giorni difficile per la premier britannica Theresa May.

Nei negoziati tra Gran Bretagna e Ue sulla Brexit "siamo nell'impasse" e per Londra "nessun accordo è meglio di un cattivo accordo". Per la May è "essenziale" che il governo riconosca "i bisogni delle persone in Irlanda del Nord", che "vogliono continuare a vivere come oggi" e che l'accordo sia "nell'interesse di tutti i cittadini britannici, inclusi i nordirlandesi". E la domanda posta in sede elettiva dovrebbe essere legata al se accettare l'accordo proposto o abolire Brexit, o in caso di no deal se scegliere una "hard Brexit" oppure rimanere nell' Ue.

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