E' morta Inge Feltrinelli, aveva 87 anni - Spettacolo

E morta Inge Feltrinelli ultima grande regina dell'editoria internazionale

E morta Inge Feltrinelli ultima grande regina dell'editoria internazionale

Quindi non era certo una sconosciuta quando incontrò l'editore miliardario Giangiacomo Feltrinelli nel 1958 che poi divenne suo marito nel 1960. E' morta Inge Schönthal Feltrinelli, che il prossimo 24 novembre avrebbe compiuto 88 anni.

"Fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell'intero Gruppo", si legge ancora, "Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l'entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell'indipendenza e dell'autonomia della cultura e di tutte le manifestazioni di pensiero libero".

Fin dai primi anni ottanta, infatti, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha fatto di Cortona la sua unica sede staccata (in Palazzo Casali presso la Biblioteca Comunale), il cuore resta a Milano. E' morta questa notte a Milano dopo una lunga malattia. E la sua è stata una vita circondata da libri.

E' scomparsa Inge Schönthal Feltrinelli, fotografa e regina dell'editoria. Grazie al suo coraggio e alle sue idee questa donna di straordinarie capacità artistiche, imprenditoriali e intellettuali ha risollevato le sorti di una casa editrice tra le più prestigiose del panorama italiano.

"Tutto il Partito Democratico è vicino alla famiglia Feltrinelli". E che Inge decide di vivere in silenzio, privatamente, con riservatezza, con quell'attitudine che solo alle grandi donne si addice. Il dopoguerra significò fame, deprivazione, un viaggio a vuoto in America, dove il vero padre la respinge. "E sempre alla sua maniera, trasformando la tragedia in opportunità".

Nella casa editrice del marito presto si occupò delle relazioni con l'estero. Il figlio Carlo, nel suo memoriale familiare Senior Service, ne parla come di "un misto di Audrey Hepburn e Leslie Caron". Indubbiamente, la scoperta del "Gattopardo "di Tomasi da Lampedusa, reinterpretato a sinistra, di Carlo Cassola, di Franco Fortini, di Giovanni Testori, la pubblicazione del "Dottor Zivago" di Boris Pasternak, ritornano la cifra della sua grande importanza per la cultura italiana". Fino al 1972, nella campagne di Segrate il 14 marzo Giangiacomo esplode nel tentativo di mettere una bomba su un traliccio dell'Enel. Nel frattempo tutto cambiava intorno a lei.

Una volta mi chiese come mai, all'aperitivo avevo scelto una bevanda non alcoolica, le spiegai che cercavo di limitare l'uso dell'alcool per non compromettere troppo il fegato, mi risposte: "Il fecato?" Dietro il suo trionfo di arancioni, il temperamento flirtatious e l'inconfondibile "ingese" - la parlata cosmopolita impastata delle lingue del mondo - si nascondeva una tempra formidabile.

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