Tria: "Reddito cittadinanza in manovra"

"E' la prima volta che sto in un governo e ricordo l'emozione di quando ho prestato giuramento, la stessa frase del giuramento ricordava il fatto che giuravo nell'esclusivo interesse della nazione e non di altri".

Parole destinate, nelle intenzioni, a gettare acqua sul fuoco delle polemiche alimentate nei giorni scorsi all'interno della maggioranza sulla misura principe richiesta dal Movimento 5 stelle nella prossima legge di Bilancio. E non ho giurato solo io: "ovviamente ognuno può avere la sua visione dell'interesse nazionale, ma in scienza e coscienza bisogna cercare di interpretare bene questo mandato". Dobbiamo continuare ad avere la fiducia in coloro che vogliono sottoscrivere il nostro debito e che vogliono consumare.

"Crescita nella stabilità finanziaria".

Il titolare di via XX Settembre spiega che "i famosi saldi che saranno presentati domani intendono dare un segno ai mercati" e che la manovra conterrà un "mix di politiche che mostri a tutti che bisogna avere fiducia nell'Italia e nella crescita", ribadendo che "bisogna stare attenti perché se uno chiede troppo, quello che guadagna lo perde in termini di pagamento degli interessi". In pratica il ministro fa capire che è impossibile strappare ulteriori margini di deficit - come Luigi Di Maio chiede - anche perché con un debito pubblico come il nostro, il peggiore in Ue dopo la Grecia, si mettono a rischio i conti e la fiducia nel nostro sistema economico, sia da parte degli investitori che dei consumatori. "Questo governo - ha detto Tria - non può permettere un aumento della pressione fiscale, ma deve andare verso la riduzione".

"Siamo appena partiti con il percorso di riduzione del rapporto debito-Pil", rileva Tria, sottolineando che "il primo impegno della manovra è impedire un aumento della pressione fiscale e quindi disinnescare le clausole Iva". Nel 2008, ha detto Tria, gli investimenti erano pari al 3% del Pil, ora siamo al 2%: "Bisogna tornare al 3% nel giro di 2-3 anni". "Su questo ci stiamo muovendo", ha spiegato. Lascia intendere che ci sarà qualcosa che andrà in quella direzione: "Il governo, al di là delle etichette e dei nomi, va in quella direzione, con un intervento che aiuterà a gestire le conseguenze sociali dei processi di trasformazione produttiva".

"La Manovra deve essere di crescita ma non deve lasciare dubbi sulla sostenibilità del debito".

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