Italiani anti-Ue, ma pro-euro: solo il 44% vuole restare nell’Unione

Italiani euroscettici, solo il 44% vuole rimanere in Ue

Italiani euroscettici, solo il 44% vuole rimanere in Ue

Il 61% dei cittadini italiani vede uno svantaggio nell'essere parte dell'Unione Europea.

Il 65% degli italiani, allo stesso tempo, è favorevole all'euro ma il nostro paese è il meno convinto dei benefici derivati dall'appartenere all'Unione Europea. Secondo i dati, gli indecisi nel Belpaese è pari sono il 32%, la più alta nell'Unione. Battuti addirittura i britannici ormai in uscita, che oggi boccerebbero la Brexit. Tuttavia, un altro indicatore ci svela che fra i 28 Paesi aderenti alla UE, l'Italia è quella con maggiori riserve ed è anche la più critica verso le politiche di austerità imposte dagli eurocrati di Bruxelles. Un dato certamente positivo rispetto al 2017, con 4 punti percentuali in più. Sebbene il 65% degli italiani si dichiari favorevole all'euro, infatti, il 43% è più scettico.

L'Italia è il paese più euroscettico. Anche la moneta unica piace alla grande maggioranza dei cittadini. In alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, la percentuale di chi pensa che l'appartenenza all'Ue sia positiva è ancora troppo bassa. Il presidente della Bce era stato chiaro: dopo aver fatto visita al presidente Mattarella, aveva richiamato tutti alla ragionevolezza, consapevole che l'esplodere del "caso Italia" finirebbe per comportare una destabilizzazione dell'eurosistema di una tale gravità da mettere in pericolo la continuità della moneta unica e generare una nuova recessione.

Un terzo (32%) degli europei ha un'opinione positiva sul parlamento europeo, un quinto (21%) esprime un parere negativo e una maggioranza relativa (43%) rimane neutrale. E ancora il 48% degli intervistati vorrebbe che l'Unione svolgesse un ruolo più importante in futuro, mentre il 27% vorrebbe ridimensionarlo. Suscitano un'attenzione crescente le elezioni in programma nel maggio prossimo (il 41% degli intervistati conosce la data e il 51% si dice interessato) e in particolare la richiesta è di dedicare la campagna elettorale ai temi percepiti come prioritari: l'immigrazione (50%), l'economia (47%) e la disoccupazione giovanile (47%). All'ultimo posto nella "top temi" la lotta al terrorismo internazionale che "scende" al 44%: se però si guarda all'Italia, sebbene i temi rimangono i medesimi, le percentuali sono nettamente superiori.

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