Salvini: "Il governo non casca, ma la mia pazienza ha un limite"

Condono, Salvini: testo non cambia.Di Maio: serve chiarimento politico

Condono, Salvini: testo non cambia.Di Maio: serve chiarimento politico

È in corso a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri chiamato a sciogliere i nodi sul dl fiscale sorti sulla presenza nel decreto del condono tombale e dello scudo sui capitali all'estero. Per quanto riguarda un possibile consiglio dei ministri domani Salvini ha detto: "Io domani mattina sono a Cles e in tarda serata chiudo la campagna a Trento". Conte, Salvini e Di Maio hanno anche escluso qualsiasi ipotesi di patrimoniale: "Non ci sarà". Una condizione del tutto inedita nella storia della Repubblica italiana, che pure in anni lontani aveva conosciuto figure di capi dell'esecutivo che non brillavano per autonoma autorevolezza ma che rappresentavano autentici punti di equilibrio tra i partiti che sostenevano le diverse maggioranze.

"Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene". Di Maio spiega che quindi ci si rivolgeva "alle cartelle di Equitalia per la rottamazione, ai contenziosi in primo e secondo grado, al fatto che c'era il 30% massimo per la dichiarazione integrativa" e "non si è mai parlato di condono penale e fondi esteri". Un "tutti contro tutti" che si è consumato intorno ad aspetti non particolarmente rilevanti della manovra che però sono diventati efficace cartina al tornasole di una divergenza di vedute tra Lega e M5S di cui ormai tutti parlano (e nemmeno più off the records).

Niente sconti per gli evasori. Già nella serata di giovedì 18 ottobre, però, Salvini in tv ha fatto un leggero passo indietro e ha anticipato: "se serve ci sarò".

"Potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà". Ribadendo che c'è ancora fiducia nell'alleato di governo. "Oggi nasce lo Stato amico dei più deboli", annuncia il ministro del Lavoro con un sorriso eloquente. "Finché resterò capo politico del M5S e finché ci sarà questo governo non c'è nessuna volontà di lasciare l'Unione europea o la zona euro", gli fa eco Di Maio.

"Negli ultimi giorni è stato difficile parlarne, ma nei prossimi giorni troveremo un accordo", ha detto ancora Di Maio a proposito degli emendamenti M5S al decreto sicurezza di cui ieri Salvini si era lamentato. Di Maio cerca di sotterrare l'ascia di guerra, ma si vede che ha il dente avvelenato. Il vicepremier non vuole neanche far passare in sordina i commenti sulla distrazione mossi contri di lui dal compagno di Governo: "Quando si dice che "Conte leggeva e Di Maio scriveva" si dice una cosa non vera".

Le accuse incrociate tra Salvini ("Noi siamo persone serie") e Di Maio ("Io non sono un bugiardo"), continuano per tutta la giornata, con le seconde e terze file, da Conte a Giorgetti, che si inseguono e si accavallano con dichiarazioni dettate alle agenzie di stampa. Al Forum della Coldiretti a Cernobbio, poche ore prima di andare a Roma per il Consiglio dei ministri convocato proprio per risolvere la querelle, il ministro dell'Interno usa toni fermi ma al contempo assicura nuovamente che il governo non andrà in crisi.

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