Renzi, il Pd e le loro contraddizioni

Renzi in una passata edizione della Leopolda

Renzi in una passata edizione della Leopolda

Una punzecchiatura al resto del partito, quello non renziano.

Siamo tornati insomma a mezzo secolo fa quando l'anticapitalismo con i valori di libertà, uguaglianza, giustizia sociale e politica, era nelle mani della sinistra, e in particolare di una sinistra fortemente riformatrice che proponeva un progetto di società non ispirato al capitalismo industriale di quei tempi o alll'ideologia imperante del "meno Stato più mercato" al sistema illiberale sovietico di quel comunismo realizzato finito sotto le macerie del muro di Berlino, ma all'utopia di "una società più ricca perchè diveramente ricca", una sorta di società "for the many not the few". "Noi siamo la serietà contro la cialtronaggine di questo governo". C'è anche da dire che nessuno degli altri leader ha la stessa capacità organizzativa e di prospettiva.

Renzi torna sul mancato accordo di governo con il M5s, da lui affondato in tv: "Sarebbe stato molto vantaggioso, ma abbiamo salvato l'anima".

"Noi siamo quelli che restano". Partiamo non per creare una corrente, che non serve.

Infine Renzi attacca Foa: "Ieri il presidente della Rai ha detto a un giornale israeliano che l'intero gruppo degli eurodeputati Pd è finanziato dal finanziere Soros: Foa è una fake news che cammina, è un bugiardo". Parlando ancora del referendum del 2016, delle elezioni europee del 2014 e delle recenti elezioni del 4 marzo l'ex presidente del consiglio ha sottolineato che "con la personalizzazione della leadership abbiamo vinto e perso, ma abbiamo sempre preso il 40 per cento (riferendosi alle Europee del 2014 e al referendum costituzionale del 2016, ndr), con la spersonalizzazione il 18" quest'ultimo riferimento è alle ultime politiche. "Domani mattina va denunciato per calunnia e diffamazione". È uno scandalo senza precedenti nella storia dell'informazione italiana, neanche Berlusconi era arrivato a tanto. La senatrice Pd sale sul palco poco prima di Matteo Renzi e scalda subito la platea: "Nello statuto della forza dove voglio continuare a combattere ci deve stare la regola che Matteo ha messo in campo quando ha fatto governo metà di uomini e metà di donne: troppo testosterone dentro il Pd". La terza: bisogna infine chiarire una volta per tutte se il Pd è in grado di far convivere e portare a sintesi la cultura socialista, tradizionale, con quella socialista liberale e democratica. Poi una critica allo Stato etico: "Ti do il bonus ma lo spendi come dico io. Fermatevi finché siete in tempo, fermate questa manovra, recuperate serietà". Prossimo appuntamento fissato per il 25 ottobre 2019. "Anas é l'unica azienda pubblica che può diventare competitor dei concessionari, se agganciata a Ferrovie".

"Dicono che sentirei Salvini tutti i giorni, è una falsità" ha proseguito Renzi.

A Matteo Renzi è spettato il compito di chiudere la Leopolda.

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