Midollo, serve donatore per salvare Alessandro: sabato incontro a Napoli

Napoli si mobilita per salvare il piccolo Alessandro “Aiutatelo ha un mese di vita”

Napoli si mobilita per salvare il piccolo Alessandro “Aiutatelo ha un mese di vita”

Alessandro Maria, che vive a Londra, è il primo bambino in tutta l'Inghilterra a cui i medici stanno somministrando un farmaco sperimentale di cui però non si conosce la durata degli effetti. Pensa, ho iniziato a far disperare i miei genitori fin da subito visto che sono nato alla settimana n. 30 e, sebbene i dottori mi avessero già dato per spacciato, ho combattuto come un ariete contro una serie infinita di complicazioni per essere ancora qua. Il suo papà è un manager Unicredit, e arriva dal Veneto. Poi la diagnosi: Alessandro Maria è affetto da linfoistiocitosi emofagocitica.

ROMA -Una corsa contro il tempo quella per salvare la vita di Alessandro Maria, il bambino di un anno e mezzo affetto da linfoistiocitosi emofagocitica, una malattia genetica rarissima. Nel sangue del piccolo malato manca la perforina, una proteina essenziale per permettere al sistema immunitario di identificare batteri e virus. Le speranze di vita sono molto ridotte, occorre effettuare in tempi brevissimi un trapianto di midollo osseo con un donatore compatibile. La metà di questi non sopravvive al primo mese dalla manifestazione della malattia, un terzo dei restanti presenta purtroppo dei problemi neurologici - celebrali. I medici sostengono che, molto probabilmente, restano solo cinque settimane per poter trovare una persona che abbia un midollo compatibile con quello del bambino. Quindi, si legge ancora sui social, "non resta che cercare una sorella o un fratello maggiore altrove.". Mamma Cristiana e papà Paolo hanno cercato sia nel registro mondiale dei donatori di midollo osseo che in quello dei cordoni ombelicali ma purtroppo, ad oggi, non esiste alcun donatore compatibile. Infatti non solo Alessandro ha una malattia rarissima, ma ha anche un antigene altrettanto raro.

Roberta Pes, giovane di Assemini, nei mesi scorsi è stata la tata di Alessandro a Londra. L'appello è rivolto soprattutto alle persone tra i 18 e i 35 anni. "Oggi - afferma Michele Franco, referente per Admo Campania - abbiamo promosso un'iniziativa all'Università Partenope di Napoli, per sensibilizzare gli studenti alla tematica della donazione di midollo ed anche a sostegno della gara di solidarietà avviata per il piccolo Alex". Per scoprire la propria compatibilità, è necessario fare un test di tipizzazione tissutale, il quale può essere effettuato in qualsiasi ospedale attraverso un campione di sangue o di saliva.

"Mi sono messa nei panni dei genitori del piccolo e ho sentito il dovere di assumermi questa responsabilità".

Una missione complicata, ma non impossibile. La sua mamma viene da Napoli.

Il cuore della Sardegna batte anche per te, forza piccolino!

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