Bce, Draghi: "Ecco come lo spread sta danneggiando le banche italiane"

'Tassi più alti per le famiglie. Spread danneggia le banche'

'Tassi più alti per le famiglie. Spread danneggia le banche'

Nuovo affondo di Luigi Di Maio contro Mario Draghi all'indomani delle parole del presidente della Bce sull'Italia. Lo spread dipende dal rischio di ridenominazione dei titoli che si verificherebbe in caso di uscita dell'Italia dall'euro. "Sono fiducioso che si troverà un accordo", ha ribadito più volte il presidente della Bce nel corso della conferenza - "non molto fiducioso, solo fiducioso", ha poi specificato rispondendo a un giornalista - e ha riportato il pensiero del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, presente all'incontro: "Occorre rispettare le regole ma anche cercare un dialogo".

Draghi ha anche esortato il governo italiano a lavorare per un compromesso di buonsenso con Bruxelles. Il vicepremier si è poi soffermato sul giudizio di Standard & Poor's (COSA SONO LE AGENZIE DI RATING) sul debito sovrano dell'Italia atteso per stasera: "Non ho paura - afferma -. A differenza della Francia, l'Italia ha un debito privato quasi inesistente e questo crea una stabilità economica per il Paese". "Stiamo facendo una manovra di bilancio che dà alla parte più debole", ha aggiunto. Per Salvini "se qualcuno ha bisogno noi ci siamo, senza fare gli interventi del passato", mentre di Maio si è limitato a rilevare come l'esecutivo stia "monitorando" gli istituti di credito. Sul fatto che altri esponenti del governo abbiano lanciato un allarme sulle banche Bagnai precisa: "Io la preoccupazione sulla tenuta del sistema bancario l'ho espressa nel 2013 prima che venisse approvata dai governi precedenti la proposta del Bail in che poi ha rappresentato alla fine del 2015 una massiccia perdita di capitalizzazione per tutto il sistema bancario italiano". "Finanziare i deficit non è nel nostro mandato", ha detto Draghi che ha ricordato come l'unico strumento specifico per aiutare un paese, in cambio di condizionalità è l'Omt (Outright monetary transactions). "Costa 37 miliardi all'anno". "Per esempio quelle che la Bce si è data e non riesce ad ottenere e cioè che l'inflazione raggiunga stabilmente l'obiettivo del 2%". Questa ha deciso di acquistare i titoli innalzando la domanda, e quindi il prezzo sul mercato secondario, rendendo conveniente alle banche cedenti il riacquisto sul mercato primario, dove non possono operare le banche centrali, sapendo che questa avrebbe comunque continuato a effettuare acquisti.

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