No Tap. Bruciano le bandiere del M5S e strappano le schede elettorali

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

In un video postato sui social e diffusi in chat dai No Tap si vedono alcuni attivisti che strappano le tessere elettorali.

La protesta infuria in Salento, dove i manifestanti sono scesi in piazza contro il Movimento Cinque stelle bruciando le proprie tessere elettorali e gridando al tradimento da parte dei pentastellati che non hanno mantenuto le promesse fatte in occasione dell'ultima campagna elettorale. E se è comprensibile (ma nient'affatto condivisibile) l'atteggiamento dei movimenti anti Tap sul territorio salentino, bisogna dire con chiarezza che governare un grande Paese industriale come l'Italia significa assumersi responsabilità nei confronti dell'intera collettività nazionale, e non solo del proprio elettorato di un determinato territorio.

"Di questo - continua il Movimento No Tap - dovrebbero prendere atto tutti i parlamentari e i ministri che si erano dichiarati contrari all'opera fraudolenta di Tap, su cui indaga la magistratura per evidenti forzature e violazioni delle norme vigenti".

"Abbiamo portato avanti un'istruttoria, fatto l'analisi costi-benefici ed esaminato tutti i documenti ma l'opera è stata blindata ad arte dai partiti che hanno sottoscritto gli accordi".

"Questa terra non è in vendita", "M5s dimettetevi": è quanto scritto sui manifesti degli attivisti No Tap che hanno organizzato la manifestazione di questa mattina sul lungomare di San Foca di Melendugno contro il governo Conte e contro la costruzione del gasdotto Tap che ha recentemente ricevuto l'avallo di legittimità dall'esecutivo. Luigi Di Maio assicura "non mollo, gli italiani sono con me". E qui i toni si alzano: "Sarò chiaro, chi sostiene che lo Stato italiano non sopporterebbe alcun costo o costi modesti non dimostra di possedere le più elementari cognizioni giuridiche". Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi a oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di Tap, non vi può essere responsabilità dello Stato. Per me le cose di fanno nella legalità. Una presa di posizione sulla Tap, quella del premier che piace anche al leader della Uil Carmelo Barbagallo che a Genova ha plaudito alla decisione di procedere con la sua realizzazione. Le parole del premier, Giuseppe Conte, che ieri hanno dato il via libera al completamento del Tap, hanno creato polemiche. "Lo devono fare per trasparenza, correttezza, coerenza", concludono Fratoianni e Muroni.

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