Di Maio mente: sulla Tap nessuna penale da pagare

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

Appare evidente che non solo c'è stata una cattiva gestione dei fatti, c'è stata una chiara azione del Movimento 5 Stelle di illudere gli elettori sia in campagna elettorale, sia dopo perché Di Maio era già ministro quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato in visita ufficiale a Tbilisi, capitale della Georgia, e a Baku, capitale dell'Azerbaigian, il 16 e 17 luglio di questo anno. Finirebbe a 700 metri dalla spiaggia salentina di San Foca, una delle più belle della Puglia, sotto i fondali dove vivono persino le tartarughe di mare, immense praterie marine ricche di fauna che danno ossigeno all'Adriatico. "Come sanno anche i bambini senza bisogno di diventare ministri".

Sono pugliese e pur vivendo da oltre quaranta anni a Roma rimango legato alla mia terra e il mio affetto si trasforma in sofferenza, in tragica sofferenza, ogni volta che qualcuno prende in giro i miei compaesani, ogni volta che assicurando l'attuazione di obiettivi impossibili ruba, sì ruba, la loro fiducia commettendo, nel caso delle elezioni politiche, un vero reato.

"Oggi nel nostro esercito alcuni stanno dando segni di cedimento e visto che tra di noi siamo in famiglia è bene che queste cose ce le diciamo".

Vogliono dipingerci agli occhi degli italiani come gente che non rispetta le promesse e sminuendo, censurando o stravolgendo il senso di tutti i risultati raggiunti. In quel caso se ne assumerà le responsabilità. Anche lì: prima ci hanno insultato e poi hanno proseguito sulla nostra strada. "Questi vili attacchi da tutti i fronti esterni hanno varie conseguenze e state vedendo lo spread che si alza, i commissari Ue che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l'Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di 'outlook negativo' perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell'Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall'euro", sottolinea il vice premier. "Anziché stare dalla parte del popolo che rialza la testa, hanno deciso di stare dalla parte delle élite", sottolinea.

Avevano promesso che una volta arrivati al Governo avrebbero bloccato l'opera in due settimane. "Noi ci siamo battuti contro quest'opera".

Per questo il vicepremier stellato ha dovuto frettolosamente pensare ad una strategia per giustificarsi con i suoi e ha scelto di dire che la colpa è delle penali messe dal Pd, arrivando a quantificarle per circa 20 miliardi di euro. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. "Dopo sei mesi hanno cambiato idea".

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