Pernigotti, chiude lo storico stabilimento di Novi Ligure: 100 lavoratori a casa

I turchi chiudono la Pernigotti, mobilitazione in città

I turchi chiudono la Pernigotti, mobilitazione in città

Poi il passaggio di mano dai siciliani Averna al gruppo turco Tuksoz; tante le promesse, l'entusiasmo ma, alla fine, "nemmeno un euro investito" (in produzione, almeno; investimenti si rilevano solo sul settore pubblicitario) accusa il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere.

Il gruppo turco Toksoz, dal 2013 proprietario della Pernigotti, la storica azienda dolciaria novese, ha deciso di chiudere in via definitiva lo stabilimento di viale della Rimembranza.

"Una decisione assurda e inaccettabile".

L'impianto in provincia di Alessandria rappresentava l'ultimo bastione dell'italianità di un marchio che continueremo a trovare sugli scaffali ma che sarà prodotto interamente all'estero (la crema spalmabile già viene prodotta in Anatolia). Tanto che 25 aprile del 1882 quando Re Umberto I in persona suggerisce e concede a Pernigotti la facolta' d'innalzare lo stemma reale sull'insegna della sua fabbrica. Se è così questa è una brutta notizia. La Pernigotti di Novi Ligure, nell'alessandrino, ha infatti annunciato la chiusura, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. E quando arriva la Prima Guerra Mondiale e il blocco delle importazioni di zucchero decretato dal Governo italiano rischia di mandare all'aria gli sforzi e i successi ottenuti, Francesco ha un'intuizione che gli permette di trasformare l'ostacolo in opportunità: lo zucchero viene sostituito con il miele e soprattutto il torrone ne guadagna, in gusto e consistenza.

Nel 1919 a Francesco succede il figlio Paolo, che prende le redini dell'azienda di famiglia.

Nel 1935 Paolo Pernigotti acquista la ditta Enea Sperlari, azienda cremonese specializzata nella produzione del torrone. Un'altra svolta per l'attivita' si ha nel 1944.

- LA CRISI, I LUTTI E LA 'CONQUISTA' TURCA Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che portera' alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. Ai microfoni di Radio Capital, Tiziano Crocco, sindacalista della Uila dcommenta: "Ci è stato comunicato all'improvviso che l'azienda non era più interessata allo stabilimento di Novi Ligure".

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