Usa 2018, la Camera passa a democratici, Senato resta repubblicano

Gli Stati Uniti al voto di Midterm: prevista un’affluenza “record”

Gli Stati Uniti al voto di Midterm: prevista un’affluenza “record”

I suoi parenti in Cisgiordania hanno salutato la notizia con un misto di orgoglio e speranza che sarà in grado di sfidare l'amministrazione degli Stati Uniti, ampiamente considerata ostile ai musulmani e alla causa palestinese. Il rischio è quindi che un eventuale impeachment possa tramutarsi in un boomerang per i democratici. Dopo il risultato di queste midterms, è probabile - come del resto accadde anche quando Barack Obama perse la maggioranza al Congresso dopo i suoi primi due anni di mandato - che anche Trump cominci a fare ricorso a questo strumento in maniera ancora più decisa di quanto non abbia fatto sinora per superare le resistenze dell'opposizione.

Le elezioni di metà mandato, o midterm elections, sono delle elezioni che si tengono ogni 4 anni e, per l'appunto, a metà del mandato del Presidente eletto per il rinnovamento completo della Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e di un terzo del Senato (100 senatori). Che invece ha conservato o addirittura rafforzato il suo vantaggio nell'America profonda dei flyover states che i liberals delle coste atlantiche a mala pena conoscono (in Indiana, North Dakota e Missouri i repubblicani hanno conquistato poltrone senatoriali che erano democratiche) e nelle zone rurali che hanno un peso elettorale enorme. Così Nancy Pelosi ha festeggiato la vittoria dei democratici alla Camera ringraziando "gli incredibili, dinamici, candidati, espressione della differenza, che hanno riconquistato la Camera per gli americani". Questo è un fatto importante: "c'è un'America che si contrappone a questo presidente". A cominciare da Alexandra Ocasio-Cortez che a soli 29 anni è diventata la più giovane della storia statunitense a entrare in Congresso.

Il primo è di carattere tecnico-statistico: tradizionalmente, le elezioni di Midterm risultano "antipresidenziali", sfavorevoli cioè all'inquilino in carica alla Casa Bianca.

Tutto ciò significa che la crisi dell'uomo bianco, nelle sue manifestazioni identitarie non meno che economiche, e il prevalere delle sue rivendicazioni non è poi veramente la chiave di lettura più appropriata per spiegare il fenomeno Trump e più in generale la marcia quasi inesorabile di movimenti anti-sistema in Occidente? In lizza per il congresso e i seggi nei parlamenti statali nelle elezioni di midterm c'era un numero record di nativi americani.

Il democratico Tim Kaine, candidato vicepresidente con Hillary Clinton nel 2016, ha vinto il seggio al Senato in Virginia, secondo le proiezioni della Cnn.

Così funziona il liberismo e così sta trionfando: svuotando la democrazia, rendendo irrilevante la voce del popolo e sostituendola con sondaggi-truffa, gossip e approssimazione, tutti gestiti da ben pagati propagandisti che fanno finta di essere scienziati e intellettuali mentre sono solo dei servi fedeli. Certo, molte sono state sfavorite dalla strategia repubblicana di ridisegnare i confini dei distretti in modo da favorire il centro-destra, ma ci sono anche resistenze ataviche a votare per le donne, soprattutto a livello statale - in 22 stati non ci sono mai state governatrici, anche se ieri sono state elette Gretchen Whitmer in Michigan, Laura Kelly in Kansas e Michelle Lujan Grisham nel New Mexico.

Il repubblicano ha voluto sottolineare come il prossimo Congresso, che avrà una maggioranza democratica alla Camera ed una repubblicana al Senato, dovrà cercare di superare le divisioni.

Quale futuro vede per il presidente Trump?

"La storia si ripete".

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