Pernigotti chiude la storica fabbrica di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Salveranno il posto i pochi impiegati del settore commerciale che, però, dovranno trasferirsi a Milano. "L'amministratore delegato era accompagnato dai legali e ci ha comunicato che non sono interessati allo stabilimento".

La mostarda e il classico torrone di Natale sono i piatti forti dell'azienda Pernigotti, che inizia a esportare i suoi dolci in molte città del nuovo Regno d'Italia. "Una decisione assurda e inaccettabile". Non rinunceremo mai a un marchio storico, che la proprietà vorrebbe tenere, ma non si sa per cosa farne.

La storia dell'azienda parte dal 1860, quando Stefano Pernigotti apre nella piazza del Mercato a Novi Ligure (AL), una drogheria specializzata in "droghe e coloniali" e già rinomata fin dagli inizi per la produzione di un pregiato torrone. Questi hanno avuto nella giornata di ieri un incontro con i proprietari della storica azienda dolciaria, il gruppo turco Toksoz, che ha deciso di fermare la produzione definitivamente. "I sindacati annunciano la massima mobilitazione: in mattinata l'incontro il sindaco Rocchino Muliere (Pd), poi l'assemblea di tutti i lavoratori, quindi si deciderà che fare, forse uno sciopero a oltranza", conclude La Stampa, "ci sono le avvisaglie di una dura battaglia, anche se la salvezza della Pernigotti appare molto difficile". Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che porterà alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. La chiusura della fabbrica implica che 100 lavoratori saranno licenziati. 50 i milioni di euro persi negli ultimi 5 anni, soldi che invece, stando a Malpassi, si poteva investire meglio con un piano industriale serio e con l'uso degli ammortizzatori sociali. I sindacati avrebbero infatti potuto ottenere dal ministero del lavoro e dello sviluppo economico un anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturare lo stabilimento e permettere alla proprietà un investimento per rilanciare la stessa società. I sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil non hanno alcuna intenzione di arrendersi: riunione fiume in corso da stamattina alle ore 6:00.

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