Quota 100, Di Maio: La Riforma non slitta ulteriormente

Di Maio'Reddito e quota 100 non slittano

Di Maio'Reddito e quota 100 non slittano

Questa misura fu quindi riproposta nel programma elettorale del Movimento guidato da Luigi Di Maio, precisando che il sussidio sarebbe andato a 9 milioni di poveri, che una famiglia di 4 persone "può arrivare a percepire anche 1.950 euro" al mese e che circa 2 miliardi sarebbero stati destinati al potenziamento dei centri pubblici per l'impiego che avrebbero gestito la riforma.

Reddito di cittadinanza e quota cento non slittano, parola di Luigi Di Maio.

Il punto è che Di Maio e Salvini concedono sì limature ma non transigono sulle due misure-bandiera per i rispettivi elettorati di riferimento: il reddito di cittadinanza per i 5 Stelle e la riforma delle pensioni con l'introduzione della quota 100 per i leghisti.

Il vicepremier conferma anche che "il reddito di cittadinanza parte a marzo, come ci siamo sempre detti, quota 100 prima", quindi a febbraio. Il reddito di cittadinanza è noto, anche se non ancora esiste una legge, dovrà combattere la povertà.

Nell'incontro di sabato sera tra il Governo Italiano, rappresntato dal Presidente del Consiglio Conte e dal ministro dell'Economia Tria, e la commissione Europea, con il presidente Juncker, il suo vice Dombrowskis e il responsabile per gli affari economici Moscovici, sono emerse alcune possibilità di riduzione del deficit previsto per il 2019 e rimodulazione di alcune risorse come investimenti nel mondo produttivo. Niente file agli sportelli, dunque, ci penserà direttamente lo Stato a individuare i soggetti che ne hanno diritto. E a chi gli domanda se basterà ad evitare il 'cartellino rosso' dell'Europa, "questo lo dovete chiedere a Juncker, non a noi".

"Adesso vedrete il frutto della contrattazione che stiamo portando avanti". Reddito di cittadinanza, quota 100, la flat tax per le partite Iva e l'Ires agevolata per le imprese: i capisaldi della manovra rimangono tutti lì.

Nell'intervista, Tridico ha parlato inoltre dell'ipotesi di estendere il reddito alle imprese che assumono le persone che lo percepiscono: "C'è bisogno di un meccanismo di incentivo per le imprese che assumono i beneficiari dello strumento - ha detto -. Stiamo ragionando su uno sgravio contributivo intorno alle tre mensilità di reddito che, con l'assunzione di chi ne beneficia, si potrà trasferire all'azienda".

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