Reddito di cittadinanza, Di Maio: nessun giallo sulle tessere, le stampa Poste

Laura Castelli

Laura Castelli

Pressato dalla realtà, a Luigi Di Maio non è restato che svelare l'arcano: le fantomatiche tessere verranno stampate da Poste italiane. Nessuno sa ancora bene i dettagli del reddito di cittadinanza. L'affermazione era parsa da subito poco credibile: il cosiddetto "reddito di cittadinanza", al momento, non solo non è stato approvato, ma non è nemmeno citato in un testo di legge in attesa di approvazione. È stata fatta una gara?

Un imbarazzo simile nel rispondere chiaramente a questa domanda era stato mostrato da quasi tutti gli enti che dovrebbero essere coinvolti nella stampa e nella distribuzione delle tessere.

"E infine: "'Ma sono 5 o 6 milioni?'. Queste le parole del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, dopo le polemiche degli ultimi giorni. A questo punto pretendiamo una risposta pubblica dal Presidente del Consiglio.

"Il tipografo della tessera annonaria di cittadinanza è il quinto mistero di Fatima (il quarto è l'onorevole Laura Castelli, viceministro dell'Economia)" si legge tra i commenti online. "Il nostro obiettivo -ha continuato DiMaio - è creare una newco che non miri a sopravvivere ma che permetta il rilancio di Alitalia, che è stata gestita malissimo finora ma che se è gestita in un'ottica di mercato può fare grandi cose". Ma a incalzare la compagine governativa è stata soprattuto l'opposizione, con la doppia iniziativa di Forza Italia e Partito democratico, rispettivamente con un'interrogazione parlamentare e una richiesta di accesso agli atti. In conclusione - spiegano - se è vero che non c'è stato alcun rincaro della rata per chi un mutuo ce lo ha già, è anche vero che chi oggi vuole stipulare un nuovo finanziamento rischia di fare i conti con un costo del debito più alto di quanto non avrebbe potuto contrattare fino a qualche mese fa.

Il governo ha stanziato un miliardo nel 2019 per la riqualificazione e il potenziamento dei centri per l'impiego - anche se una controversia di queste ore riguarda la proposta del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, che vorrebbe puntare sulle imprese e non più sugli ex uffici di collocamento - e saranno questi a proporre i possibili impieghi "in base alle capacità e in un raggio individuato su macro-aree del paese, legato al percorso di formazione", ha specificato Di Maio.

Ecco quindi svelato l'arcano: il ministero di Di Maio sta quindi lavorando sulle tessere per il reddito di cittadinanza sulla base della legge per la social card, anche se è probabile che ci saranno significative differenze da colmare con una legge tra i due provvedimenti.

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