Berlusconi incandidabile, Corte Strasburgo: "Caso chiuso senza sentenza"

Berlusconi non candidabile Strasburgo chiude il caso senza emettere sentenza

Berlusconi non candidabile Strasburgo chiude il caso senza emettere sentenza

A cinque anni esatti dalla decadenza di Silvio Berlusconi dall'incarico di senatore (l'Aula di palazzo Madama votò il 27 novembre 2013) in seguito all'applicazione della legge Severino, la Corte dei diritti umani di Strasburgo mette la parola fine all'intera vicenda. Nel ricorso Berlusconi ha affermato che la legge Severino non avrebbe dovuto essergli applicata nel 2013 perché i reati per cui era stato condannato, e per cui quindi perdeva il diritto a sedere in parlamento e presentarsi come candidato in tutte le elezioni, erano stati commessi prima dell'entrata in vigore della legge. Inoltre, ci tengono a sottolineare, sicuri che comunque Strasburgo si sarebbe espressa con parere "favorevole" sul ricorso, "una condanna dell'Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare". I giudici ritengono, infatti, che "non vi sia alcuna circostanza speciale riguardante il rispetto dei diritti dell'uomo".

Silvio Berlusconi in queste ore è su di giri ma non perché è contento che Matteo Salvini e Luigi Di Maio abbiano finalmente deciso di non "impiccarsi" ai decimali con la Commissione europea: Silvione, scrive Dagospia in un dettagliatissimo retroscena, è contento perché da Strasburgo giungono segnali positivi per quanto riguarda la questione della sua "decadenza", o meglio, della sua "riabilitazione". La Corte EDU a distanza di quasi 5 anni dalla proposizione del ricorso, a quella data, non aveva ancora provveduto. Ovviamente, cosi' come riconosciuto quest'oggi dalla stessa Corte, non vi era piu' necessita' di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Quindi la "cancellazione dal ruolo" del ricorso.

Insomma capitolo chiuso con una decisione che di fatto però non chiarisce se i diritti di Berlusconi furono violati o meno.

Lo scorso luglio, il ricorrente aveva rinunciato al ricorso.

Una linea che era stata ampiamente annunciata dalle indiscrezioni dei giorni scorsi.

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