26enne accusata di aver ucciso il figlio di tre mesi

Catania, uccide il figlio di 3 mesi lanciandolo a terra: madre arrestata

Catania, uccide il figlio di 3 mesi lanciandolo a terra: madre arrestata

L'arrestata è stata condotta, per le formalità di rito, alla Casa Circondariale di Catania, dove verrà interrogata dal Gip a norma dell'articolo 294 cpp.

Una 26enne è stata arrestata dalla polizia di Catania, su richiesta della Procura, con l'accusa di aver ucciso il figlio di tre mesi.

E' stata lei stessa, ha rivelato il suo legale, a chiamare aiuto.

Il piccolo F. L. di appena 3 mesi è stato poi portato al pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarlo, trovandolo pallido e ipoteso, e trasferendolo per l'immediato ricovero nell'unità di rianimazione pediatrica dell'ospedale Garibaldi Nesima di Catania. Ai magistrati, spiega il suo legale, l'avvocato Luigi Zinno, la donna ha detto di "essersi sentita male" e che la sua intenzione era di "gettarlo sul letto e non per terra".

Uccide il figlio di tre mesi scaraventandolo a terra in un momento di follia. Rimasta incinta, ha sofferto di una grave forma di depressione post-partum, che ha aggravato la sua condizione di persona fragile psicologicamente. Per questo il padre le aveva fissato degli incontri con specialisti, ma lei non sarebbe andata. "Si tratta di un incidente e non di un omicidio volontario" ha dichiarato infatti l'avvocato, sottolineando: "La signora ha tanto voluto questa gravidanza al punto che l'ha portata avanti da sola visto che il compagno non le è stato vicino", riavvicinandosi solo nelle ultime settimane. Il Giudice delle indagini preliminari, nell'accogliere la richiesta della procura, scrive che "non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in ordine alla assenza di volontà omicida ai danni del neonato". Aveva già sofferto da piccolo per la perdita della madre. Per i consulenti dei pm, nella donna è "presente uno stato depressivo espresso con inibizione psicomotoria, appiattimento emotivo e assenza di risonanza emotiva alla realtà circostante". Sono arrivati subito l'altra nonna, che ha 85 anni, e il padre. Ha avuto un parto complicato, rimanendo ricoverata per 10 giorni dopo la nascita del piccolo. "Era depressa e io avevo prenotato una visita specialistica per lei". Ed è per questo che "sollecitata sui vissuti di madre" la 26enne fornisce "risposte stereotipate senza alcuna coloritura affettiva" e "non manifesta disperazione per la perdita o per la colpa".

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