Fatture elettronica, 700 mila al giorno, ma i contribuenti protestano: "Caos fiscale"

Fattura elettronica, tutto quello che c'è da sapere

Fattura elettronica, tutto quello che c'è da sapere

I primi disagi si sono registrati già il 2 gennaio, primo giorno utile per mettersi alla prova con la fatturazione elettronica. Lo afferma il vicepresidente all'Innovazione di Anci/Piemonte, Michele Pianetta.

Tra vari chiarimenti dell'Agenzia entrate e proteste si è entrati nel pieno della digitalizzazione delle fatturazioni e tutti sono chiamati ad adeguarsi, anche se è previsto un periodo di tolleranza per l'adeguamento. "Quando si parla di semplificazione - tuona il presidente dell'associazione, Filippo Gasparini - bisogna mettersi nell'ottica che questa deve essere a vantaggio dei cittadini e delle imprese, non dei burocrati che così rinunciano al loro onere di verifica. Mi chiedo come faranno le periferie ad adeguarsi alla novità normativa". Conviene quindi, anche per l' emissione di fatture a soggetti non residenti (estero), rivolgersi agli strumenti per la gestione della fatturazione elettronica.

Decine e decine, per non dire centinaia di operatori, ci segnalano come, in queste ore, così come avevamo preannunciato e temuto, il sistema allestito dall'Agenzia delle Entrate sia andato in tilt più volte e come si realizzino dei veri e propri blocchi dell'operatività dello strumento, rendendo così impossibile l'invio e la ricezione di fatture.

Gli utenti bocciano su tutta la linea FatturAE, la App disponibile su Play Store per la Fatturazione Elettronica pubblicata dall'Agenzia delle Entrate.

I concessionari sono esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica relativo a contratti di sponsorizzazione e pubblicità in capo alle associazioni sportive dilettantistiche. Il quale, comunque, ha diritto ad avere copia analogica della fattura.

Per rendere più semplice questo adempimento, il decreto firmato dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria lo scorso 28 dicembre 2018 prevede appunto che al termine di ogni trimestre sia l'Agenzia delle Entrate a rendere noto l'ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. Si può dunque ricorrere a un documento come la "fattura proforma" o "avviso di parcella", ossia una sorta di memo per il cliente con la somma dovuta.

L'attività degli esercenti commercio al dettaglio, rientra tra quelle per cui l'emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione.

In sostanza l'e-Fattura è a prova di privacy e i dati sono al sicuro perché, dichiara l'Agenzia: "Saranno i contribuenti a dare l'assenso, anche tramite intermediari delegati, alla funzionalità gratuita di consultazione e download delle fatture elettroniche resa disponibile dall'Agenzia delle entrate".

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