Migranti: Schiavone (Asgi), Sea Watch ricorra a Cedu contro Italia e Malta

I migranti a bordo della Sea Watch

I migranti a bordo della Sea Watch

MIGRANTE SI GETTA IN MARE - Sea Watch oggi ha reso noto in un tweet che "uno dei 32 naufraghi a bordo di #SeaWatch si e' gettato in acqua cercando di raggiungere Malta". Lo spazio in cui si trovano a convivere - sottolinea Hahn - e' molto ristretto perche' le condizioni climatiche non sono favorevoli e quindi devono raggrupparsi in piccoli ambienti.

Per partecipare alla ripartizione delle persone salvate, la Germania avrebbe posto la condizione che anche l'Italia accogliesse una quota di migranti, sostiene la nostra fonte. Tra le imbarcazioni che stanno prestando soccorso c'è anche la piattaforma italiana Mediterranea.

"Questa Europa - aggiunge - così non va, la cambieremo con le prossime elezioni europee. Ma i bambini non possono pagare il prezzo di un'Europa che si gira dall'altra parte per non vedere", conclude il vicepremier. "Fratelli d'Italia garantisce il suo totale sostegno per dare piena applicazione al decreto sicurezza, che se ha un difetto è quello di essere troppo blando, non certo di limitare i diritti costituzionali", ha scritto su Facebook presidente di Fratelli d'Italia. E certo resta il dubbio su quali siano le procedure adottate dal ministro dell'Interno per affermare che i profughi a bordo delle due navi siano, come ha dichiarato, finti. Ogni recupero di persone in mare ha come conseguenza un tira e molla tra diversi paesi europei. "Mi auguro - ha detto il primo cittadino riferendosi alla Sea Watch, la nave che da giorni è nelle acque del mediterraneo con 49 migranti a bordo - che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il Governo noi metteremo in campo un'azione di salvataggio e la faremo entrare in porto". "Ci sono alcuni Paesi - ha sottolineato ancora la portavoce - che hanno espresso disponibilità a contribuire a questo sforzo congiunto e a sostenere Malta, ma contatti sono in corso e in questa fase non ci sarà alcun annuncio fino a che non lo faranno i Paesi membri". "Il meteo è in peggioramento ed è semplicemente inaccettabile che bambini, donne e uomini vulnerabili, che hanno già subito privazioni e violenze durante il viaggio, restino per giorni ostaggio delle dispute tra Stati e vedano ingiustamente prolungata la loro sofferenza senza che dall'Europa giunga un richiamo di tutti alle proprie responsabilità".

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