Corinaldo, Lanterna Azzurra, un mese fa la tragedia

Corinaldo, Lanterna Azzurra, un mese fa la tragedia

Corinaldo, Lanterna Azzurra, un mese fa la tragedia

Subito dopo la tragedia, dopo un unico post in cui il trapper si definiva "affranto", aveva immediatamente ripreso a postare foto agghindato come da copione (abbigliamento griffato, macchine di lusso sullo sfondo, dito medio in bella vista) con frasi tipo "Chi ha spaccato più di me nel 2018"? Una tragedia che ha profondamente scosso Senigallia che dopo due fiaccolate in ricordo delle vittime (a Corinaldo e Senigallia), continua a stare vicina ai familiari di Asia, Benedetta, Emma, Eleonora, Mattia e Daniele con alcune raccolte fondi. Poco dopo ha pubblicato la stessa lettera sui social - prosegue - senza dire che il suo vero nome era Gionata. La lettera di mamma Daniela, oltre che il grido di una donna ferita, è anche una domanda lanciata a un sistema che macina ogni cosa quasi che la morte di dei persone fosse solo uno spiacevole incidente di percorso. Quindi evidenzia: "Premetto che la mia considerazione per Sfera è meno di zero, ma comincia a farmi inc...are".

Una madre scrive sulla pagina Fb Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra: "Tu e i tuoi collaboratori imparate a non giocare con i sogni dei ragazzini che, pur avendo pagato, sono stati presi in giro e sono morti nell'attesa che tu arrivassi". Poi per salvarsi la faccia si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto pervenire una sua lettera privata dove diceva che lui era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa.

La dimostrazione del dolore del trapper, secondo la signora, si evince dal fatto che ha terminato tale post ricordando le date dei suoi concerti come se niente fosse accaduto.

"Se davvero eri così addolorato e colpito dell'accaduto, io al tuo posto, se è vero che stavi arrivando alla Lanterna, sarei venuto a verificare che era successo".

La donna poi prende di mira anche l'entourage del trapper milanese: "A te non riesco nemmeno a considerarti, ma ce l'ho a morte con i tuoi collaboratori, i tuoi manager. Ricordati che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla tua coscienza sei morti". Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o djset... E magari "evita di postare foto da idiota con il tuo "PACCO"..." "Eh sì perché la tua fama è mondiale e non puoi cantare in ex magazzini".

Poi l'affondo finale di Donatella Magagnini: "Ciao Gionata in bocca al lupo per la tua carriera da grande artista".

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