Cesare Battisti, l'ex terrorista arrestato in Bolivia

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Primi passi verso l'estradizione di Cesare Battisti, che ora tutti in Italia si attendono.

Cesare Battisti è stato catturato in Bolivia. Ci sono già in movimento uomini e mezzi italiani, c'è una piena collaborazione con le autorità boliviane e brasiliane, c'è stato un bellissimo lavoro di squadra.

E infatti oggi, dopo il suo arresto, Bolsonaro si è congratulato con il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per l'arresto in Bolivia ed ha twittato: "Congratulazioni, conta sempre su di noi". "Il mio primo pensiero - aggiunge - va ai familiari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri". Il leader della Lega ha anche postato sui una foto di Battisti accompagnata dalla didascalia "la pacchia è finita".

Ha scontato in totale circa sette anni di carcere.

Arrestato nel 1979 a Milano, evade nel 1981 dal carcere di Frosinone.

Secondo il quotidiano paulista, l'ex compagna di Battisti non è l'unica che pensa che esiste ancora una possibilità che Morales conceda l'asilo politico all'ex terrorista italiano. Questi ultimi due furono 'puniti', nello stesso giorno, perchè avevano in precedenza sparato a dei rapinatori. Battisti viene arrestato il 12 marzo ma scarcerato dopo 7 ore al termine dell'esame del ricorso avanzato dal proprio legale. Nel mezzo una piccola parentesi in Messico e poi il rientro in Europa, sempre in Francia. "Sul piano tecnico - spiega Piccirillo - si potrà valutare se Battisti può usufruire dei benefici penitenziari, come la liberazione anticipata prevista dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario". La partita ora se la gioca il Brasile. Ecco come potrebbe concludersi questa vicenda lunga ormai diversi anni. Resta in prigione quattro anni, attua anche uno sciopero della fame, affermando di preferire di "morire in Brasile piuttosto che tornare in Italia".

- 2002: riparte la richiesta del governo italiano per l'estradizione. L'ex terrorista è stato arrestato in Bolivia, dove è stato già avviato l'iter per l'espulsione dal Paese, e verrà probabilmente portato in Brasile per espletare le procedure per l'estradizione. Poi le misure restrittive vengono annullate. Quest'ultimo aveva seguito da vicino il caso quando il titolare del dicastero era, appunto, Andrea Orlando: "In Brasile non c'è l'ergastolo, è vietato dalla Costituzione: per questo l'Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato a Battisti". Poi, di nuovo, fa perdere le sue tracce.

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